Riconoscimento Fibromialgia in Italia
Aggiornamenti e iniziative sul riconoscimento della fibromialgia in Italia, con informazioni utili per pazienti e familiari.
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È in dirittura d’arrivo il riconoscimento della Sindrome fibromialgica (fibromialgia) come «malattia cronica e invalidante» inserita nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), cioè le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini gratuitamente o pagando il ticket. Un passo avanti decisivo è stato fatto con l’approvazione lo scorso 23 ottobre, da parte della Conferenza Stato Regioni del provvedimento che aggiorna i Lea.
L’iter per l’approvazione definitiva prevede altri passaggi: il prossimo è il parere delle Commissioni parlamentari competenti – obbligatorio ma non vincolante -, poi lo schema di Decreto dovrà essere firmato dal presidente del Consiglio, infine sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Solo allora entreranno in vigore le nuove norme.
Ora nei nuovi Livelli essenziali di assistenza è prevista la «Sindrome fibromialgica» limitatamente alle «forme molto severe» identificate da un punteggio superiore a 82 nel questionario Fiqr (Fibromyalgia impact questionnaire revised).
Solo ai pazienti che superano questa soglia sarà riconosciuto un codice di esenzione che consente l’accesso gratuito a specifiche prestazioni, quali visite di controllo ogni 12 mesi per il monitoraggio della malattia e la prevenzione delle complicanze; rieducazione motoria in gruppo relativa alle funzioni delle articolazioni, delle ossa, del movimento secondo i criteri Icf (classificazione Internazionale del Funzionamento ndr): ciclo di 10 sedute l’anno (60 minuti a seduta e massimo 6 pazienti per gruppi omogenei di
patologia); visita psichiatrica di controllo ogni 12 mesi.
Barbara Suzzi, presidente di CFU-Italia odv: «In questa fase alterniamo soddisfazione e prudenza. Siamo ovviamente felici di questa tappa, che chiediamo dal 2017, ma rimaniamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta, anche per verificare l’aderenza al DPCM della scorsa primavera. È un passo avanti che festeggiamo, consapevoli che ci sono vulnus da superare, tra tutti il fatto che si parli di severità della malattia, criterio attuato raramente, al quale siamo contrari per come sono valutati i pazienti – sottolinea Suzzi – . Abbiamo infatti quotidiani riscontri da parte dei nostri associati e di chi si rivolge a noi della mancanza di compilazione, da parte degli specialisti, dei FIQR. Questo, mentre il Consiglio Superiore di Sanità stima in 900 mila le persone con fibromialgia, di cui il 16 per cento, pari a 150 mila pazienti, in forma grave. Numeri e percentuali in difetto che non riteniamo veritieri e rischiano di compromettere il pieno riconoscimento della malattia, per cui continueremo a chiedere una legge che introduca anche risorse a disposizione della ricerca» conclude Suzzi.
(dal Corriere Salute del 27 ottobre 2025)
Approfondimenti come da seguenti video delle dirette CFU RISPONDE
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