MANIPOLAZIONI VERTEBRALI: COSA SONO?
Manipolazioni Vertebrali: cosa sono?
a cura della Dott.ssa Reginella D’Appollonio
Si incominciò a parlare di Manipolazioni delle vertebre, cioè delle ossa che compongono la colonna cervicale, dorsale e lombare alla fine del 1800.
Le manipolazioni vertebrali
Le manipolazioni vertebrali sono considerate tecniche meccaniche passive ad alta velocità e a ridotto range di movimento (HVLA). Durante la loro esecuzione, sempre ad opera di una figura sanitaria qualificata, può generarsi un suono caratteristico detto “crack”.
Questo suono è ritenuto legato a fenomeni di cavitazione o tribonucleazione articolare, in cui si formano piccole bolle di gas (principalmente azoto) che scompaiono rapidamente nel liquido sinoviale all’interno dell’articolazione stessa.
L’atto manipolativo vertebrale ha da sempre destato preoccupazione nel paziente, poiché è diffusa la credenza che questo suono sia dovuto allo spostamento di un osso vertebrale rispetto a quello sopra o sottostante, con lo scopo di riallinearlo correttamente.
Nulla di più errato.
In realtà, la manipolazione vertebrale non sposta alcun osso: essa non agisce sulla struttura ossea, ma sul sistema neurofisiologico sensoriale della vertebra, configurandosi come una vera e propria terapia biologica, con effetti benefici non solo locali, ma anche sistemici.
La manipolazione vertebrale è pertanto considerata una stimolazione meccanica neuro-sensoriale periferica e centrale, in grado di attivare risposte fisiologiche utili alla guarigione.
È inoltre importante sottolineare che l’efficacia terapeutica non è proporzionale all’intensità del suono percepito: quest’ultimo può anche non manifestarsi affatto. Ciò che conta è la qualità dell’atto manipolativo, frutto di un accurato ragionamento clinico, basato su:
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anamnesi del paziente,
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visione degli esami strumentali disponibili,
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integrazione di test specifici,
L’importanza della qualità nella manipolazione
La qualità della manipolazione è fondamentale per ottenere un effetto efficace, principalmente sui neuroni afferenti del midollo spinale, inducendo il sistema nervoso centrale e periferico a generare risposte neurosensoriali.
Tali risposte contribuiscono a:
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ridurre la percezione del dolore,
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normalizzare il tono muscolare,
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recuperare il range articolare,
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ridurre la produzione di sostanze infiammatorie (come le citochine),
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e aumentare la liberazione di endorfine, regolatrici del benessere e del buon umore.
In sintesi
Quando la sintomatologia vertebrale del paziente, o la prescrizione medica, indicano la necessità di tecniche manipolative, è fondamentale rivolgersi a un professionista sanitario esperto in manipolazioni. Solo attraverso un corretto ragionamento clinico sarà possibile ottimizzare la qualità dell’atto terapeutico.
È altrettanto importante che il paziente sia informato in modo chiaro e consapevole:
👉 la manipolazione non sposta né riallinea alcun osso;
👉 il rumore percepito non è indicatore di successo o fallimento della tecnica.
E il paziente fibromialgico o reumatico può sottoporsi a manipolazione vertebrale?
La risposta è:
🔹 Affermativa, nei periodi di remissione della sintomatologia acuta.
🔹 Negativa, durante le fasi di riacutizzazione o ripresa della poussée infiammatoria, in cui – come per ogni terapia meccanica, sia essa manuale che strumentale – il trattamento è controindicato.
In questi casi, la scelta terapeutica più idonea va valutata attentamente, anche in funzione della fase clinica, in stretta collaborazione con il medico specialista e/o il medico di famiglia.




