Fibromialgia nei LEA: CFU-Italia ODV, “Siamo usciti dall’invisibilità. Ora serve una legge”
La fibromialgia entra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio sanitario nazionale. Per CFU-Italia ODV si tratta di un passaggio importante e atteso da molte persone con fibromialgia: un primo riconoscimento istituzionale che consente di uscire dall’invisibilità, pur senza rappresentare il traguardo finale.
“Siamo usciti dall’invisibilità. Questo non significa che abbiamo tagliato il traguardo, ma certamente che siamo ai blocchi di partenza”.
Con queste parole Barbara Suzzi, presidente di CFU-Italia ODV, commenta l’inserimento della fibromialgia nei LEA e il riconoscimento della sindrome nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
Fibromialgia e LEA: cosa cambia
L’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza riconosce la condizione tra le patologie per le quali sono previste specifiche prestazioni ed esenzioni nel SSN.
Tra gli interventi indicati rientrano:
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Una visita di controllo ogni 12 mesi.
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Un ciclo di dieci sedute di rieducazione motoria di gruppo.
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Cure termali, indipendentemente dai criteri di severità.
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Una visita psichiatrica ogni 12 mesi, in presenza di comorbilità psichiatrica.
CFU-Italia ODV evidenzia tuttavia che le misure previste sono basate su criteri di severità restrittivi, che possono risultare penalizzanti e non pienamente rispondenti ai bisogni delle persone che convivono con la fibromialgia.
Un primo riconoscimento, non il punto di arrivo
“È un grande passo – ribadisce Suzzi – che ci consente di affrontare con la dignità del riconoscimento la prossima battaglia: una legge che faccia sintesi dei disegni di legge presentati e fermi in Senato”.
L’associazione respinge la posizione di chi ritiene insufficiente il risultato raggiunto e sostiene che, proprio a partire da questo riconoscimento, sia ora possibile rafforzare l’azione istituzionale e politica per arrivare a una legge nazionale sulla fibromialgia.
“Questo poco ci permetterà di muoverci. È un poco ottenuto con perseveranza”, sottolinea la presidente di CFU-Italia ODV.
La richiesta è quella di una normativa capace di offrire risposte più strutturate e omogenee sul territorio nazionale, con percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali adeguati, riconoscimento dei bisogni sociali e lavorativi, accesso equo alle cure e reale tutela delle persone con fibromialgia.
I ringraziamenti di CFU-Italia ODV
CFU-Italia ODV ringrazia tutte le persone e le istituzioni che negli anni hanno sostenuto il percorso per il riconoscimento della fibromialgia.
Un ringraziamento particolare va a Paola Boldrini, già vicepresidente della Commissione Sanità del Senato, e ai rappresentanti delle istituzioni che, pur appartenendo a orientamenti politici differenti, hanno ascoltato e sostenuto le istanze delle persone con fibromialgia: Loredana De Petris, Walter Rizzetto, Antonio Gaudioso, Roberto Speranza, Guerino Testa, Maria Elena Boschi, Elena Murelli, Ylenia Zambito, Sergio Costa, Elisa Pirro, Orfeo Mazzella, Ilenia Malavasi, Stefania Ascari, Alessandro Amorese, Luana Zanella, Felicia Gaudiano e Marco Lisei.
CFU-Italia ODV richiama inoltre il dialogo avviato nel tempo con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il Ministro della Salute Orazio Schillaci.
“Oggi molti cercano di mettere la propria bandierina su questo successo – conclude Barbara Suzzi –. Le fonti ufficiali, ripercorribili, azzerano le chiacchiere”.
Informazione e partecipazione
Nei giorni scorsi, presso la Camera dei Deputati e su iniziativa del vicepresidente Sergio Costa, CFU-Italia ODV ha presentato il progetto di Radio Rai dedicato alla fibromialgia: il podcast “Dentro la fibromialgia”, che raccoglie le voci di pazienti e professionisti.
L’associazione continuerà inoltre a promuovere momenti di confronto pubblico e informazione attraverso i propri canali social, per mantenere alta l’attenzione sul riconoscimento della fibromialgia, sull’accesso alle cure e sulla necessità di una legge nazionale.

