CERVICALGIA E CAUSA POSTURALE PIU’ FREQUENTE
CERVICALGIA
e causa posturale più frequente
di Reginella D’Appollonio
La cervicalgia è un disturbo molto frequente che coinvolge giovani, adulti, anziani, indipendentemente dall’essere fibromialgico o no, anche se la fibromialgia prepara sicuramente un terreno fertile all’insorgenza di questo disturbo, avendo già in essere un tessuto muscolare di per sé sofferente.
La cervicalgia si manifesta con un fastidio persistente nel distretto collo, della nuca, della parte alta del dorso, il sintomo può inoltre irradiarsi sulla spalla e a volte può essere associata anche una diminuzione del movimento articolare del collo.
Nella mia esperienza lavorativa nel campo fisioterapico, ho potuto constatare che buona parte delle cervicalgie, non sono sempre dovute a problemi articolari per artrosi o a sofferenze del disco intervertebrale, ma possono essere causate da malposizioni posturali del cranio mantenute nell’unità di tempo, in questo caso infatti, ad essere maggiormente coinvolta è la muscolatura cervicale deputata al mantenimento della posizione verticale della testa nello spazio, di cui il muscolo Trapezio con i suoi ampi fasci muscolari ne è uno dei rappresentanti più conosciuti.
Tra i fattori che più condizionano il fuori asse della testa, allontanandola dalla verticalità fisiologica, ci sono sicuramente le posizioni che il soggetto assume nella quotidianità lavorativa ad esempio davanti ad un computer o durante l’uso del cellulare, in quella scolastica, ludica, situazioni in cui per ottimizzare la visione si tende sempre di più ad inclinare il capo anteriormente anche in funzione della stanchezza e/o dello stato di salute dei recettori oculari.
Situazioni molto comuni in cui la posizione della testa si nota chiaramente proiettata in avanti :
Questa posizione della testa in avanti per ottimizzare la visione, si sviluppa in maniera automatica, anche perché nel nostro sistema di organizzazione posturale, i recettori oculari hanno la priorità e pertanto il cranio si “aggiusta autonomamente ” nello spazio per facilitarne l’attività il più possibile.
Il risultato è che se da una parte la visione è favorita, dall’altra l proiezione del cranio in avanti rispetto all’asse della colonna cervicale, affatica il complesso muscolare del collo, cioè sviluppa un sovraccarico funzionale, che a seconda dei gradi di flessione, genera un peso proporzionalmente differente, come dimostra l’immagine sottostante.
Chiaramente, se la condizione di sovraccarico continua nel tempo e non viene modificata, anche il compartimento articolare della colonna cervicale risulterà coinvolto, infatti la muscolatura, tramite i propri tendini, è collegata anatomicamente con le ossa articolari e dunque poi il sovraccarico verrà trasmesso anche alle articolazioni con un peggioramento sintomatico e spesso irreversibile.
COME COMPORTARSI ALLORA ?
Fondamentale consapevolizzarsi su come si dovrebbe stare e come invece si tende a stare, correggersi posturalmente il più possibile, anche attraverso l’ausilio di strumenti ergonomici in commercio, come utilizzare ad esempio un rialzo per la tastiera del computer in modo da favorire l’orizzontalità dello sguardo (=fisiologia) piegando meno la testa in avanti,
mentre per oggetti di piccole dimensioni, come il cellulare, utile avvicinare l’oggetto della visione agli occhi, sempre in merito alla limitazione della flessione della testa.
Infine nell’immediatezza del sintomo, per alleviare il dolore, utile rivolgersi a personale specializzato che, tramite terapie strumentali abbinate a terapie manuali specifiche, aiuterà le strutture muscolari ed articolari coinvolte nel sovraccarico, al ritorno della fisiologica normalità posturale del complesso cervicale.







