Fibromialgia, LEA e legge nazionale: le richieste di CFU-Italia al Governo
Fibromialgia: dalla Camera l’appello per migliorare i LEA, approvare la legge nazionale e destinare nuove risorse
L’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza rappresenta un passo importante, ma non può essere considerato il punto di arrivo. Occorre ampliare le tutele, garantire una presa in carico omogenea sul territorio e arrivare all’approvazione di una legge nazionale. È questo il messaggio al centro della conferenza stampa del 4 novembre 2026, organizzata alla Sala Stampa della Camera dei Deputati su iniziativa del vicepresidente Sergio Costa, alla quale CFU-Italia ha portato le proprie proposte e le richieste delle persone con fibromialgia.
Durante l’incontro abbiamo ribadito tre priorità: migliorare le disposizioni dei LEA, dare impulso all’approvazione della legge nazionale e prevedere nella legge di bilancio uno stanziamento dedicato alla fibromialgia, indipendente dalle risorse legate ai LEA.
Fibromialgia nei LEA: un primo passo che non basta
Come evidenziato nel corso della conferenza stampa, le tutele introdotte riguardano le forme molto severe della patologia. Secondo le stime richiamate da CFU-Italia, la platea interessata è di circa 150 mila persone, a fronte di quasi 3 milioni di persone con fibromialgia in Italia.
«I LEA riguardano 150 mila persone su quasi 3 milioni di malati. Serve la legge», ha sottolineato Barbara Suzzi, presidente di CFU-Italia.
La nostra richiesta è di non lasciare senza risposte chi convive con forme meno severe, ma comunque capaci di compromettere la vita quotidiana, le relazioni e la possibilità di lavorare. Per questo abbiamo chiesto di ampliare la platea dei beneficiari e sviluppare percorsi individualizzati di cura e riabilitazione, considerando anche la situazione economica e lavorativa delle persone.
«Limitare i LEA alle sole forme molto severe di fibromialgia significa intervenire quando il danno clinico, sociale ed economico è già conclamato», ha osservato Suzzi. Prevenzione, appropriatezza e percorsi differenziati in base ai bisogni sono gli elementi del modello proposto dall’associazione.
Una legge nazionale per superare le differenze regionali
Il riconoscimento nei LEA non esaurisce gli obiettivi per i quali CFU-Italia si impegna da anni. La richiesta resta quella di una legge nazionale che affronti in modo organico la presa in carico, l’accesso alle cure e le esigenze sociali e lavorative delle persone con fibromialgia.
Nel suo intervento, Sergio Costa ha chiesto al Parlamento di calendarizzare e approvare in tempi certi il DDL 601, richiamando le proposte raccolte dall’associazione:
«Chiedo al Parlamento di calendarizzarlo e approvarlo in tempi certi, partendo dalle proposte che CFU-Italia ha messo nero su bianco».
Per noi è essenziale che il percorso legislativo riprenda concretamente, per superare la frammentazione regionale e affrontare anche il tema del lavoro, comprese modalità organizzative compatibili con le condizioni di salute.
(Guarda la Presentazione del DDL 601 e 984 CFU-Italia a marzo 2023)
Il documento di CFU-Italia: un impegno concreto per le istituzioni
In occasione della conferenza abbiamo presentato un documento aggiornato rispetto alle istanze del 2025, tenendo conto dell’inserimento della fibromialgia nei LEA. Ai parlamentari abbiamo chiesto di sottoscriverlo come assunzione di impegno a portare avanti le proposte dell’associazione.
Le nostre richieste si articolano su tre obiettivi:
-
migliorare i LEA, ampliando le tutele e promuovendo percorsi assistenziali e riabilitativi adeguati ai bisogni delle persone;
-
dare nuovo impulso all’approvazione della legge nazionale sulla fibromialgia;
-
presentare un emendamento alla legge di bilancio per destinare nuovamente risorse specifiche alla fibromialgia, a prescindere dai LEA, come già avvenuto con la legge di bilancio 2022.
Chiediamo che le risorse siano destinate a interventi mirati, con obiettivi chiari, risultati misurabili e una rendicontazione trasparente. L’obiettivo è evitare la dispersione dei finanziamenti e verificarne le ricadute concrete sulla vita delle persone.
Il contributo di William Raffaeli sul dolore cronico
Alla conferenza è intervenuto anche William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL e membro del Gruppo sul Dolore Cronico dell’Istituto Superiore di Sanità.
Raffaeli ha richiamato l’impatto del dolore cronico sulla qualità della vita, sulla partecipazione sociale e sull’attività lavorativa, collocando i bisogni delle persone con fibromialgia nel quadro più ampio degli oltre 11 milioni di persone che convivono con dolore cronico.
Un contributo che ha rafforzato il richiamo a una presa in carico capace di considerare la persona nella sua interezza.
Il nostro ringraziamento ai parlamentari
Ringraziamo il vicepresidente della Camera Sergio Costa per aver promosso questo momento di confronto e per l’impegno a sostegno del percorso legislativo.
Il nostro ringraziamento va inoltre ai parlamentari che hanno già accolto e sottoscritto il documento di CFU-Italia, condividendo la necessità di migliorare i LEA, sostenere l’approvazione della legge nazionale e chiedere nuove risorse dedicate nella legge di bilancio:
- on. Maria Elena Boschi;
- on. Sergio Costa;
- on. Ilenia Malavasi;
- sen. Elena Murelli;
- on. Guerino Testa;
- sen. Ylenia Zambito;
- on. Luana Zanella;
La sottoscrizione del documento rappresenta un impegno che chiediamo ora di tradurre in iniziative parlamentari concrete.
CFU-Italia continuerà a seguire questo percorso, portando nelle sedi istituzionali la voce e i bisogni delle persone con fibromialgia.
Guarda la conferenza stampa















