FIBROMIALGIA, CFU-ITALIA, SEZIONE SARDEGNA
“La nuova ‘legge’ regionale va cambiata. Troppe ambiguità. C’è un rischio discriminatorio”.
“Chiediamo rapida audizione in Commissione Sanità”
“Il nuovo testo allunga e ingarbuglia la burocrazia e contiene ambiguità che creeranno inevitabilmente difficoltà di interpretazione. Si sono fatti dieci passi indietro, nessuno in avanti”. Così Nina Gallittu e Anna Ligia, referenti regionali di CFU-Italia e in rappresentanza delle circa diecimila persone con fibromialgia presenti in Sardegna. Premessa: il nuovo governo ha deciso di eliminare il bonus di 800 euro una tantum annuale elargito nel 2023 e 2024 e di sostituirlo con un rimborso di pari importo. Se il nome non cambia, IRF (Indennità regionale fibromialgia), il punto è che si passa da un’elargizione a una successiva rendicontazione. Un fatto che se in linea di principio non contraria CFU-Italia, presenta un vulnus nelle modalità e criteri di accesso. “E’ inaccettabile e rischia di essere discriminatorio in ingresso”. Gallittu e Ligia citano alcuni aspetti: “Si chiede l’ISEE socio sanitario, che hanno solo persone con invalidità e noi fibromialgici non siamo riconosciuti invalidi, se non quando abbiamo una sovrapposizione di patologie. Il rimborso avverrà da parte dei Comuni, senza che sia specificato quando. Si cita la gratuità di integratori, senza puntualizzare se serve la prescrizione medica o si tratta di farmaci da banco. Si parla di attività ricreative, senza identificarle. Ad occuparsi dell’iter delle domande, saranno i Servizi Sociali, il che sposta il focus, perché siamo in ambito sanitario. Tra le spese ammissibili mancano visite mediche ed esami strumentali. E’ un testo – la sintesi – palesemente non tarato sulle persone con fibromialgia. Servono linee guida chiare”. Le referenti fanno presente che nel 2024, hanno fatto domanda per il bonus 9 mila 400 persone. “Un numero in difetto. Parliamo quindi di una comunità che ha bisogno di essere sostenuta. Abbiamo chiesto un’audizione in Commissione Sanità, confidiamo ci venga concessa in un tempo utile ad apportare migliorie”. Le domande devono infatti essere presentate entro fine aprile. La chiosa arriva dalla Presidente nazionale, Barbara Suzzi: “La Regione Sardegna era un esempio di virtuosità. Questo arretramento ci lascia senza parole. Confidiamo vi sia la volontà di accettare un confronto con noi, quindi con i malati, e di rivedere il testo”.


