(ANSA) FIBROMIALGIA, CFU CHIEDE ‘CERTEZZE SULL’INSERIMENTO NEI LEA. IL COMITATO: ‘ABBIAMO INVIATO UNA LETTERA AL MINISTRO SCHILLACI’
(ANSA) – BOLOGNA, 16 GEN – “Confidiamo che le risposte date alla redazione di Striscia la Notizia siano definitive e non insorgano altri problemi che generano solo sfiducia. Abbiamo inviato ieri, lunedì 15 gennaio, una istanza al ministro della Salute, Orazio Schillaci, vogliamo certezze”. Così Barbara Suzzi, presidente Cfu-Italia odv (Comitato Fibromialgici Uniti), premiata nel 2023 per il suo impegno nel riconoscimento della patologia anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il servizio ha visto la testimonianza di 4 referenti dell’associazione affetti dalla sindrome, “tre donne e un uomo, a conferma che non è una patologia esclusivamente femminile, come per molto tempo si è creduto, stigmatizzandola. Semmai è prevalentemente femminile”. Il focus – che ha premuto sui numeri, 2 milioni gli italiani che ne soffrono, malattia orfana di farmaci ed esami strumentali specifici – era sul mancato inserimento della fibromialgia nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), in assenza del quale la malattia non esiste per il Ssn e le cure – “importanti e costose” – non sono rimborsate. “Tutto è nato quando lo scorso 14 novembre – ha detto Suzzi -, durante il convegno nazionale all’Auditorium del ministero della Salute a Roma, frutto di un precedente incontro col ministro Schillaci in cui avevamo ricevuto rassicurazione sulle risorse per l’aggiornamento Lea. Risorse già inserite peraltro nella legge di Bilancio 2022”. Qui il sottosegretario Marcello Gemmato “ha paventato la mancata copertura finanziaria, attesa da anni e data quasi per certa”. Un duro colpo per Cfu. Striscia ha contattato il ministero della Sanità, che avrebbe risposto di avere inserito la fibromialgia nell’allegato del Dpcm Lea trasmesso al ministero di Economia e Finanze per l’esame di competenza. Il Mef, a sua volta interpellato, ha replicato che “non esistono criticità in termini di copertura finanziaria”. Al 13 gennaio 2024, quindi, le risorse dovrebbero esserci. “Ci aspettiamo che sia così e il ministro risponda alla nostra richiesta di chiarezza. Oltre che si impegni affinché si proceda anche con l’approvazione di un testo di legge. Sono sei quelli che giacciono in Senato, tra cui uno nostro” ha segnalato infine Suzzi. (ANSA).
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