Con grande piacere condividiamo sia con chi ha preso parte attiva alla sperimentazione sia con chi non ha partecipato, ma è ugualmente interessato, ciò che è emerso dal nostro studio pilota sperimentale:

Trattamento della fibromialgia con tecnica osteopatica CV-4 e risposta neurovegetativa: studio sperimentale pilota

Trattamento della fibromialgia con tecnica osteopatica CV-4 e risposta neurovegetativa: studio sperimentale pilota”.

 

La fibromialgia (FM) è definita come una condizione cronica caratterizzata da un dolore muscolare diffuso e indolenzimento dei tessuti molli (tender points), spesso accompagnata da altri disturbi somatici, disabilità, alterazioni del sonno, ansia, disfunzioni cognitive, episodi depressivi e decondizionamento fisico.

È stato studiato come la FM sia associata ad alterazioni della funzione neurovegetativa in un quadro di sensibilizzazione al dolore; ciò potrebbe giocare un ruolo determinante nella patogenesi e nel mantenimento della sindrome.

L’obiettivo era quello di determinare l’efficacia di una tecnica craniale osteopatica che agisce sul sistema di regolazione dello stress/percezione del dolore e di ottenere risultati riproponibili attraverso la valutazione degli indici HRV (variabilità della frequenza cardiaca) e scala BPI (Brief Pain Inventory). Hanno preso parte allo studio 24 donne volontarie di età compresa fra i 23 e i 66 anni con diagnosi di FM.

La somministrazione del trattamento è avvenuta in un’unica seduta durante la quale è stata eseguita la misurazione degli indici HRV in tre tempi (prima, durante e dopo il trattamento).

Dall’analisi dei risultati è emerso un chiaro decremento dell’attivazione del sistema simpatico (che si attiva in riposta alle situazioni di emergenza e stress) a cui si è associato un aumento dell’indice rappresentativo del sistema parasimpatico (deputato alle funzioni digestive e di rigenerazione); questi effetti hanno portato ad un netto miglioramento della capacità di bilanciamento dei due sistemi precedentemente descritti, indicando come la tecnica craniale possa determinare un effetto significativo, modulando la percezione del dolore e dell’impatto che quest’ultimo ha sulla qualità della vita.

Il confronto fra i punteggi del pre- e post-trattamento del questionario BPI, infatti, ha manifestato un miglioramento post-trattamento di tutte le voci analizzate (solamente una è rimasta invariata).

Item Descrizione Pre-trattamento (T0) 24 ore dopo CV4 (T2)
1 Presenza dolore (sì/no) 18 (75) 11 (45.8)
2 Localizzazione dolore 1-2 zone 4 (16.67)
3-4 zone 2 (8.33) 13 (54.17)
>4 zone 22 (91.67) 7 (29.17)
3 Intensità peggiore dolore 24 ore precedenti 7.50 [3.00, 10.00] 6.00 [1.00, 9.00]
4 Intensità dolore più lieve 24 ore precedenti 3.00 [1.00, 9.00] 3.00 [0.00, 8.00]
5 Intensità media dolore 24 ore precedenti 5.50 [2.00, 9.00] 4.50 [0.00, 7.00]
6 Intensità dolore in questo momento 6.00 [1.00, 9.00] 4.00 [0.00, 9.00]
7 Uso farmaci (sì/no) 16 (66.7) 11 (45.8)
8 % sollievo grazie ai farmaci 40.00 [0.00, 90.00] 40.00 [10.00, 80.00]
9A Interferenza dolore con: Attività in generale 6.00 [1.00, 10.00] 4.50 [0.00, 9.00]
9B Umore 6.50 [1.00, 10.00] 3.50 [0.00, 8.00]
9C Capacità di camminare 6.00 [0.00, 10.00] 3.00 [0.00, 9.00]
9D Capacità lavorativa 7.00 [1.00, 10.00] 4.00 [0.00, 9.00]
9E Relazioni 4.50 [0.00, 10.00] 3.00 [0.00, 10.00]
9F Sonno 8.00 [1.00, 10.00] 3.00 [0.00, 10.00]
9G Piacere di vivere 6.50 [0.00, 10.00] 2.50 [0.00, 10.00]

Si ritiene che in un’ipotetica prosecuzione di tale ricerca, la partecipazione attiva del paziente potrebbe potenziare gli effetti del riequilibrio neurovegetativo attraverso: esercizi di consapevolezza respiratoria, attività fisica aerobica e un regime nutrizionale calibrato rispetto al quadro del singolo.

L’interazione armonica fra simpatico e parasimpatico determina l’omeostasi del sistema neurovegetativo, dove per omeostasi in senso assoluto si intende l’armonica relazione fra le parti costitutive di un organismo vivente. Un sistema è vitale quanto più in grado di comunicare la fra sue parti per far fronte agli “imprevisti” attraverso continui adattamenti ed è vivo quanto più è in grado di adeguarsi a differenti contingenze.

Ciò lo dimostra molto bene il concetto di coerenza cardiaca dove l’importante non è che il cuore batta sempre con la stessa frequenza ma che quest’ultimo possa variarla in modo armonioso, accelerandolo o decelerandolo in base alle necessità di quel sistema.

Citando Irvin Korr (neurofisiologo e pioniere della ricerca in ambito osteopatico): “la responsabilità primaria per la propria salute sta in ogni individuo che l’assume nel modo di vivere, di pensare, di comportarsi, di nutrirsi, di usare corpo e mente, di mettersi in relazione con gli altri e con quei fattori definiti stili di vita. Ogni persona deve essere educata e messa in grado di assumersi questa responsabilità. È compito del medico osteopata sostenere il sistema di cura interno, eliminare gli ostacoli che ne limitano la funzione e non recargli danno. È altresì sua responsabilità istruire i pazienti su come fare da soli e sforzarsi di motivarli a farlo, soprattutto con il proprio esempio”.

Dott.ssa Consuelo Alfieri
Dott.ssa Silvia Perini