«La fibromialgia è la prima causa di assenza dal lavoro nel mondo: colpisce una percentuale spaventosa, fino al 10% della popolazione e non è diagnosticata, perché fino a 30 anni fa era considerato un disturbo di natura psicosomatica, dunque come tale un po’ dimenticato». Non ha dubbi Antonio Puccetti, professore associato presso l’Università di Genova, esperto reumatologo e di malattie autoimmuni. È lui che, insieme a Claudio Lunardi dell’Università di Verona, ha condotto uno studio che ha aperto la strada a nuove terapie per curare la fibromialgia: la malattia, che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico, ha una componente autoimmune. Una scoperta che permetterà un approccio nuovo, non basato esclusivamente sul ricorso ad antinfiammatori e antidolorifici.

continua a leggere