La sindrome delle gambe senza riposo, conosciuta anche come RLS, acronimo anglosassone di Restless Legs Syndrome, è una patologia neurologica del sonno caratterizzata dalla necessità di muovere le gambe, molto spesso associata ad altri sintomi.

La patologia fu descritta per la prima volta nel XXVII secolo dal medico inglese Sir Thomas Willis, ma la formulazione di una diagnosi fu un compito troppo complesso da portare a termine a causa della mancanza dei criteri diagnostici, convalidati molto più tardi nel 1995, dall’International Restless Legs Study Group. Tali criteri sono stati poi soggetti a revisione nel maggio del 2002.
Il termine RLS fu coniato nel 1945 dal neurologo svedese Karl Axel Ekbom che fornì la prima descrizione clinica della sindrome.
Attualmente la patologia colpisce l’1,5% della popolazione generale ma viene diagnosticata con difficoltà, anche perché il soggetto non riesce a definire e a comunicare facilmente il disagio che prova.
È stato valutato che le persone che soffrono di Fibromialgia abbiano una possibilità 10 volte maggiore rispetto agli altri di soffrire anche della Sindrome delle gambe senza riposo

Questa patologia si concentra negli arti inferiori provocando una serie di sintomi:

• Acatisia
• Astenia
• Crampi Notturni
• Crampi muscolari
• Difficoltà di concentrazione
• Disturbi d’umore
• Formicolio alle gambe
• Gambe dolenti
• Gambe stanche, gambe pesanti
• Incubi
• Insonnia
• Irrequietezza
• Parestesia
• Piedi Gonfi e Stanchi
• Prurito
• Prurito alle Gambe
• Sonnolenza
• Spasmi muscolari

Il dolore migliora solo con il movimento, camminando, passeggiando oppure stirando o flettendo le gambe.
I sintomi coinvolgono principalmente gli arti inferiori ma si estendono anche agli alluci, alle caviglie alle ginocchia e alle anche.
Per la sua difficoltà di inquadramento diagnostico, questa sindrome ha trovato dei contorni definiti solo negli ultimi anni, nonostante sia un disturbo importante che compromette fortemente il sonno e la qualità della vita.
Esistono due varianti di RLS: una idiopatica o primaria, con esordio prima dei 40 anni, non connessa a cause specifiche che può insorgere lentamente o rimanere del tutto latente per poi comparire o peggiorare in età avanzata.
La forma secondaria insorge solitamente dopo i 40 anni in seguito a particolari condizioni cliniche o come conseguenza di terapie farmacologiche.
La sindrome provoca molte conseguenze, spesso anche gravi. Il soggetto, costretto a muoversi per trovare sollievo, non riesce più a riposare oppure il sonno viene costantemente interrotto da continui risvegli. La perdita di sonno, associata al disagio dei sintomi, procura una serie di complicanze come insonnia, sonnolenza diurna, stanchezza, irritabilità, deficit cognitivi, sbalzi d’umore, stress cronico, gambe pesanti, gonfiore ai piedi.
Tali complicanze compromettono fortemente la qualità della vita portando anche sintomi psichici più seri come ansia e depressione.
La sindrome delle gambe senza riposo può esordire a qualsiasi età, anche in quella infantile, ma è più frequente in età avanzata con una netta prevalenza nel sesso femminile.

Sia le forme idiopatiche che quelle secondarie peggiorano gradualmente anche se nel primo caso molto più lentamente.
Tutti gli studi, più o meno recenti, concordano su due elementi: l’età come fattore di rischio, con un picco intorno ai settant’anni, e la familiarità, più frequente nella forma primaria, che indica specifici fattori che predispongono alla malattia. Almeno il 50% dei soggetti malati di RLS ha una storia familiare positiva alla RLS.

Cause e trattamenti

La RLS è difficile da inquadrare e non esistono dei testi specifici per effettuare una precisa diagnosi. Per questo motivo la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo si basa sull’anamnesi del paziente e sulla polisonnografia.
Altri accertamenti medici sono previsti per valutare le malattie che possono contribuire alla comparsa del disturbo (es. esami del sangue test di funzionalità epatica ecc.).

Il trattamento farmacologico può consistere nell’assunzione di dopamino-agonisti, benzodiazepine a basso dosaggio, antiepilettici e oppiacei. Tuttavia, non esiste una terapia completamente risolutiva per la sindrome delle gambe senza riposo.
La ricerca della causa scatenante è indispensabile per orientare il medico verso la scelta dei farmaci più appropriati per alleggerirne i sintomi.
Quando non è possibile individuare una precisa causa, il trattamento si concentra sulla modificazione dello stile di vita del malato, particolarmente utili ai fini della terapia risultano gli esercizi di stretching, i massaggi specifici e i bagni caldi.
Tra i rimedi naturali, utili per migliorare il disturbo ma non per curarlo definitivamente, sono disponibili dei prodotti fitoterapici rilassanti e calmanti, come camomilla, valeriana, melissa, passiflora e iperico.